
Nell’approcciarsi all’allenamento coi sovraccarichi spesso si tende a bruciare qualche tappa…
Spesso si dimentica l’importanza che riveste l’allenamento propriocettivo a fini allenanti, sia da un punto di vista di efficienza dell’esercizio, che di prevenzione!
È corretto pensare al gesto allenante come globale, legato a una capacità sportiva!
Dare una valenza troppo muscolo-centrica porta spesso fuori strada; ma è altrettanto vero che nel contesto di un gesto complesso, è sempre possibile individuare determinate articolazioni e gruppi muscolari coinvolti, che interverranno correttamente solo se adeguatamente sensibilizzati.

Obiettivo la sensibilizzazione/presa di coscienza dell’atteggiamento posturale sotto carico di determinati settori tra tutti
Sarà inutile approcciarsi ad uno squat con bilanciere/manubrio senza aver ben chiaro in testa il concetto di antiversione del bacino.
Sulla una panca piana bisognerà porre attenzione nell’addurre e deprimere correttamente le scapole.
La mancanza di questi dettagli, oltre a rendere l’esecuzione dell’esercizio potenzialmente dannosa, limitano di fatto anche le potenzialità allenanti di un determinato esercizio!
La sensibilizzazione può avvenire in maniera diversa, a seconda delle difficoltà incontrate: si può partire da esercizi a corpo libero, che isolino il dettaglio ricercato per rendere il compito più semplice a chi parte con qualche difficoltà, fino ad arrivare a vere e proprie varianti dell’esercizio target, che esasperino la componente propriocettiva (rendendola più semplice, ma anche più difficile in un secondo momento);
per capire l’importanza della propriocezione facciamo l’esempio classico di una progressione per il cingolo scapolo-omerale possono essere:
Buon allenamento.
Giovanni M.